Corso Autostima

Il concetto di Autostima spesso viene frainteso

Molto spesso confondiamo l’autostima con una conquista di riconoscimento dall’esterno. Non è così, l’autostima nasce dal riconoscimento della propria integrità. Essere integri significa percepire cosa veramente siamo, non essere spezzati dentro, dipende da quanto siamo stati visti, amati e riconosciuti quando eravamo bambini dalle persone che sono state veramente importanti per noi. La più alta forma di amore per noi è l’ascolto sincero di cio’ che siamo, tanto quanto siamo stati ascoltati da piccoli tanto tenderemo a donarci ascolto. La vera cura passa solo attraverso ascolto e attenzione a noi stessi e alle emozioni che ci attraversano, le due ferite che ci caratterizzano sono quella ontologica  e quella narcisistica, la prima si crea   perché non ci è stato riconosciuto il nostro valore come esseri umani, la seconda perché non c’ è stato permesso di essere come eravamo, sono in molti i genitori che non riescono a vedere i figli per ciò che sono e li criticano in continuazione facendoli allontanare dalla propria natura. Il valore che sentiamo di avere è direttamente proporzionato all’amore incondizionato che abbiamo ricevuto nei primi anni di vita!

Primo incontro: La mistificazione è un processo che avviene nei primi anni di vita, ne parlò per la prima volta Laing, uno psichiatra scozzese, accade quando noi mettiamo in atto tanti meccanismi difensivi che proteggono e al tempo stesso creano una corazza intorno alla nostra vera natura. Essere mistificati vuol dire essere contaminati da emozioni tossiche e condizionati da non riuscire a riconoscere più noi stessi e i nostri veri bisogni. Da qui si creano tutte le false immagini che abbiamo di noi legati  a disturbi di dipendenza e di scollamento dalla realtà interna, da qui nasce la sensazione di essere confusi e paralizzati e la difficoltà di stabilire relazioni sane con gli altri. E’ molto difficile essere liberi dentro quando per anni siamo stati nutriti da relazioni tossiche dai nostri stessi genitori  e abbiamo assorbito i loro schemi disfunzionali. Sarà importante in questo primo incontro riconoscere le nostre parti autentiche e quelle assorbite dai modelli comportamentali dei nostri genitori. Faremo delle meditazioni sulle figure fondamentali della nostra vita, quella del padre e della madre  e ci daremo il permesso di  osservare in uno spazio protetto come queste presenze hanno condizionato la nostra esistenza.

Secondo Incontro: Superamento dei conflitti interiori. Una volta che ho riconosciuto gli schemi che per anni hanno governato la mia esistenza. Inizierò a creare un nuovo equilibrio tra la parte di me autentica e quella acquisita dai modelli di riferimento, quella pseudo personalità che si è dovuta formare per poter continuare a sopravvivere. Piano piano riconoscendo e dando valore alla nostra vera natura tutte le gabbie mentali e relativi condizionamenti piano piano si dissolvono, imparerò sempre più a muovermi da spazi interiori di libertà e riconoscerò che quando ci saranno dei conflitti interni, ci saranno delle parti di  me non autentiche in conflitto  con cio’ che veramente sono. Imparerò a riconoscere che c’è una parte integra di me in conflitto con una parte acquisita, il mio puro vivente non riesce ad esprimersi e a manifestarsi perché dominato da vecchi schemi mentali e meccanismi di sopravvivenza che stanno prendendo il sopravvento perché ho paura di non farcela, non mi fido abbastanza della vita, non permetto all’intelligenza della vita di manifestarsi e  prendersi cura di me. Ancora resto ancorato ad una idea che le cose dipendano da me, che ci sia un io che agisca, si  può sentire che noi siamo solo uno spazio vuoto in cui qualcosa accade, ma affidarsi totalmente a questo sentire è diverso, forse questa è la vera Rinascita!

Terzo incontro: Riconoscimento ed  accoglienza  dei nostri vecchi schemi mentali. Molto spesso mi rendo conto che la maggior parte delle persone usano molte delle loro energie esistenziali per riproporre vecchi schemi mentali che abbiamo acquisito dalle generazioni precedenti, dalla società, dall’ambiente e dalla cultura in cui siamo cresciuti. Una volta che li riconosciamo possiamo renderci conto che quegli schemi agiscono indipendentemente da noi, che fanno parte del nostro ego, quella parte della mente che non viene osservata e che condiziona le nostre vite, come se qualcun altro stesse vivendo al posto nostro. Quando osservare la nostra mente attraverso la meditazione diventa una sana abitudine, ci rendiamo conto che colui che osserva non ha paura dei cambiamenti, piano piano inizia a crearsi un spazio di osservazione maggiore in cui c’è un respiro più ampio, in questo spazio le nostre azioni iniziano a sorgere spontanee dal cuore, libere di esprimersi oltre ogni nostro condizionamento, questa trasformazione mi fa piano piano avvicinare sempre più a ciò che sono. Alloro non frequenterò più persone per paura della solitudine, non farò piu un lavoro che non mi piace solo perché ci sono le bollette da pagare, ma inizierò ad indirizzare la vita verso la gioia e sentirò una libertà nuova  che mi condurrà verso il riconoscimento del mio vero potenziale.  Il mio fare sarà una pura espressione del mio Essere libero da molti condizionamenti, non sarò più alla ricerca dell’approvazione altrui, non mendicherò più attenzione e riconoscimento dagli altri  e inizierò a vedere la differenza tra vivere e sopravvivere. Dentro di me ci sarà uno spazio sempre maggiore in cui le emozioni represse per tanti anni  potranno manifestarsi, fare dono alla vita di tutto ciò che siamo, anche delle parti di noi che ci piacciono di meno è una grande conquista, forse l’inizio della vera vita, semplicemente essere manifestazione del puro vivente che per anni è stato imprigionato dentro di noi, questa è la vera libertà.

Quarto incontro:  Attraverso alcune pratiche di meditazione cercheremo di stabilizzare la mente nel momento presente, cercando di percepire quale è l’immagine di noi che ci siamo costruiti e che tendiamo a portare nel mondo. Quella maschera che ci siamo creati sin da piccoli che ci ha protetto e quali parti di noi più autentiche non sono state viste  e riconosciute. Attraverso la meditazione potremmo trovare un sano allineamento con ciò che veramente siamo, attraverso la pratica costante della Presenza impererò a stabilizzarmi nel mio verso Sé, a lasciarmi guidare dalle mie emozioni imparando a sentire che ogni volta che mi allontano da me stesso tolgo valore a me stesso. E’ proprio questo allineamento, questa scelta consapevole di rimanere costantemente nella posizione dell’osservatore che mi porterà ad avere una percezione nuova di me, svincolata da tutti i condizionamenti mentali. Posso concludere dicendo che l’autostima è sempre stata in noi, come un sole che continua a brillare anche quando ci sono le nuvole, ma la differenza è che ne siamo consapevoli.